Ungheria - 22 giugno 2026
I nostri Silvana e Fabrizio hanno condotto la Rosa di Anita al Castello di Gödöllő, alle porte di Budapest: il luogo più amato e più vissuto dalla principessa Sissi, che qui trovò rifugio, libertà e un raro senso di pace. Con questo gesto, il progetto internazionale Anita Fidelis approda anche in Ungheria, aggiungendo un nuovo, luminoso tassello al suo cammino nel mondo.
Il Castello di Gödöllő, residenza barocca tra le più importanti d’Europa, fu il dono che il popolo ungherese fece a Sissi nel 1867, quando divenne Regina d’Ungheria. Qui Elisabetta di Baviera, detta Sissi, trascorse lunghi periodi lontana dall’etichetta di corte, immersa nei giardini, nella lettura, nell’equitazione, e soprattutto nel profondo legame che la univa al popolo magiaro.
Ed è proprio davanti a questo luogo carico di memoria che due donne straordinarie sembrano incontrarsi attraverso il tempo: Anita Garibaldi, simbolo di coraggio, libertà e passione civile, e Sissi, l’imperatrice inquieta e luminosa che seppe sfidare convenzioni e poteri del suo tempo.
Due destini diversi, due anime ribelli, unite oggi da una rosa che attraversa confini, epoche e identità. La Rosa di Anita continua il suo viaggio, portando con sé un messaggio di forza, di dignità e di memoria condivisa tra i popoli.
Il Castello di Gödöllő, residenza barocca tra le più importanti d’Europa, fu il dono che il popolo ungherese fece a Sissi nel 1867, quando divenne Regina d’Ungheria. Qui Elisabetta di Baviera, detta Sissi, trascorse lunghi periodi lontana dall’etichetta di corte, immersa nei giardini, nella lettura, nell’equitazione, e soprattutto nel profondo legame che la univa al popolo magiaro.
Ed è proprio davanti a questo luogo carico di memoria che due donne straordinarie sembrano incontrarsi attraverso il tempo: Anita Garibaldi, simbolo di coraggio, libertà e passione civile, e Sissi, l’imperatrice inquieta e luminosa che seppe sfidare convenzioni e poteri del suo tempo.
Due destini diversi, due anime ribelli, unite oggi da una rosa che attraversa confini, epoche e identità. La Rosa di Anita continua il suo viaggio, portando con sé un messaggio di forza, di dignità e di memoria condivisa tra i popoli.